Ortopedia Pediatrica

Prestazioni Ortopediche Pediatriche

Valutazioni e trattamenti per: • Deformità del piede del neonato: piede torto congenito equino-varo-supinato (PTC), piede torto posizionale, metatarso varo, astragalo verticale. Rappresentano un’ampia famiglia di deformità del piede del neonato, alcune delle quali (piede torto posizionale e metatarso varo) spesso possono essere risolte completamente con semplice fisioterapia o con brevi tutorizzazioni. Differente discorso vale, invece, per il PTC e per l’astragalo verticale. Queste rappresentano vere e proprie malformazioni congenite, e vanno trattate con tecniche specifiche, da specialisti formati. Se in passato era molto frequente il ricorso alla chirurgia invasiva, negli ultimi decenni è stata sempre più riconosciuta la validità di tecniche minimamente invasive, che si avvalgono di gessi correttivi associati a minima chirurgia. La formazione con metodica Ponseti è certificata da periodi presso centri specialistici nazionali ed internazionali, affiancamento con medici/tutor accreditati e trattamento di un numero minimo di pazienti (è in corso accreditamento presso Ponseti International Association). • Deformità arti inferiori. Deviazioni degli assi (ginocchio varo e valgo), deformità congenite (ipoplasie della gamba e del femore, tibia recurvata, pseudartrosi congenita), dismetrie arti inferiori (congenite, secondarie a quadri sindromici e post-traumatiche). Sono patologie che spesso necessitano trattamento conservativo nei primi anni del bambino, in questa fase possono essere indicati tutori dedicati e su misura, successivamente, in base alla deformità presente ed alla crescita del bambino, si possono rendere necessari interventi correttivi/ricostruttivi. La chirurgia correttiva delle deformità degli arti inferiori può spaziare da piccoli interventi con bassa invasività (con placche a crescita guidata, dette anche placche “a otto”), ad interventi a maggiore complessità quali osteotomie correttive con placche o con fissatori esterni (in particolare i fissatori di nuova generazione, “esapodalici”, consentono di associare allungamento e correzione tridimensionale della deformità). • Instabilità della femoro-rotulea. In età pediatrica si può manifestare in associazione a noti quadri sindromici (es. sindrome di Down, artrogriposi, sindrome di Larsen…), ma anche più subdolamente in presenza d’iperlassità legamentosa generalizzata o a seguito di eventi traumatici in bambini sani. È fondamentale che la fase diagnostica differenzi tra i diversi quadri clinici, poiché il riconoscimento della problematica di base guida il relativo trattamento. Spesso è sufficiente il solo trattamento fisioterapico, ma talvolta si rendono necessari interventi di riallineamento dell’apparato estensore o di ricostruzione legamentosa (in particolare del legamento patello-femorale mediale). • Displasia evolutiva dell’anca. Anomalie dell’anca che si sviluppano nel corso della vita uterina. Con il termine displasia dell’anca ci si riferisce spesso ad un insieme di quadri patologici molto differenti, che vanno dalla displasia acetabolare, alla sublussazione ed alla lussazione vera e propria. Nei neonati la diagnosi viene effettuata mediante misurazioni ecografiche standardizzate (classificazione di Graf), mentre spesso dopo i 6 mesi è necessaria la radiografia. Il trattamento conservativo con divaricatori, soprattutto se intrapreso precocemente, può dare buoni risultati. Non è tuttavia esente da fallimenti e complicanze, per cui è fondamentale che il piccolo paziente sia seguito in tutto il suo percorso terapeutico. Nei casi in cui il solo trattamento conservativo non è sufficiente, diviene necessario ricorrere a chirurgia a carico delle componenti capsulo-legamentose e talvolta ossee. • Arto superiore (spalla e gomito). Deformità congenite (scapola alta congenita o sindrome di Sprengel, lussazione congenita di capitello radiale, pseudartrosi congenita di clavicola), problematiche post-traumatiche (instabilità della articolazione gleno-omerale, cubito varo conseguente a fratture omerali, lussazioni di capitello radiale da lesioni di Monteggia misconosciute, rigidità del gomito). Molte di queste patologie necessitano di trattamento fisioterapico, in alcuni casi, in particolare in presenza di deformità congenite o nei casi non responsivi alla terapia conservativa, possono essere indicate procedure ricostruttive chirurgiche (scapulopessi, osteotomie correttive, ricostruzioni legamentose).

  • Visita Ortopedica per l'Età Evolutiva

Dott.ssa Camilla Bettuzzi

Orari disponibili

  • Martedì: 9.00 - 13.00
  • Mercoledì: 14.00 - 18.30
  • Venerdì: 15.00 - 19.00
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